In nome del clan prende il nome dagli eventi raccontati nella mitologia normanna, vi sono diversi libri che ne parlano, quelli che consigliamo (che dovrebbero essere i più completi) sono i seguenti: I miti dei Vichinghi di Roberto Bosi Tradizione nordica di Nigel Pennick I Celti della collana Atlante e storia I miti nordici di Gianna Chiesa Isnardi Da questi abbiamo tratto liberamente alcuni passi e vi esortiamo a leggerli per ammirare la precisione e la completezza delle informazioni. Odin, la sua natura e la sua terra Odin (tradotto in italiano Odino) era il Dio dell'ispirazione, dello sciamanismo e del combattimento. Odin si pone, nella mitologia di sapore ellenico (ma scritta e recitata ben prima delle storie greche), al centro dell'universo. Il Padre del cielo ha il suo trono, chiamato Hlidskjalf, su Asgard (letteralmente il nome corretto e’ Asgardr), terra incantata, dimora degli Dei, centro dell'universo. Questo luogo sacro è separato dalla Terra tramite il ponte Bifrost, che si scorge raramente e che viene rappresentato dall'arcobaleno. Come nella mitologia ellenica, questa Terra e' separata da un'enorme distesa d'acqua, dove nuota il serpente Midgard (da cui venne il nome Midgard, terra di mezzo). Sulle rive piu' lontane si ergono le montagne dei Giganti, chiamate Jotunheim, chiusi in una fortezza inespugnabile. Sotto il disco della Terra c'e’ Hel, la dimora della dea dei morti, da cui non si puo’ far ritorno. Sulla Terra si alza un albero, un grande frassino che ha nome Yggdrasil, che con le foglie sfiora il cielo: dalle sue radici sgorgano altrettante sorgenti, la prima raggiunge il paese delle nebbie, Niflheim (Il Grande Nord); la seconda scende fino al paese dei Giganti mentre l'ultima arriva alle lande di Urdhr, la divinita’ del destino degli umani. Quando devono amministrare la giustizia, gli dei si siedono all'ombra del grande frassino continuamente martoriato da 4 cervi, rappresentando il dolore dell'umanita’, dolore affievolito da tre norne, rappresentanti il passato, presente e futuro, dandogli sollievo annaffiando le radici.
Fra tutte le divinita’ a cui i nordici diedero volto e voce, la figura che piu’ giganteggia e’ quella di Odin (che chiamero’ comunque d'ora innanzi Odino per uniformarmi alla traduzione italiana), il cui nome appare legato ad una radice indoeuropea, wat, qualcosa simile all'hybris greca, cioe’ furore o impeto naturale. Le saghe norrene lasciano intendere come il mito di Odino abbia soppiantato culti gia’ affermati, come quello di Tyr in Danimarca o di Ullr in Norvegia (presumibilmente grazie all'espansione normanna e svedese).
La vera natura di Odino resta confusa, per alcune mitologie e’ il figlio di Thor, per altre e’ il padre. Genericamente sembra affermata la teoria che il culto originale lo indicasse come il padre di tutti gli dei, attribuendogli quindi la paternita’. Resta di fatto che Odino e’ considerato il progenitore delle razze scandinave, Yngvi per gli svedesi e Skjoldr per i danesi. Il suo potere magico era indicato dalla presenza di un solo occhio, l'altro perso bevendo ad una fonte magica, prezzo di una maggiore conoscenza. La presenza di un solo occhio indicava inoltre la sua potenza di concentrazione e acuiva il suo aspetto terrificante alla vista dei nemici. Gli vengono attribuite l'invenzione delle rune e al suo fianco sedeva la moglie Frigg, sempre in lotta per la supremazia con Freya, dea dell'amore. Il figlio Thor e la famiglia Da Frigg Odino ebbe il primo figlio, Thor, dio del Tuono e delle tempesta. Nelle battaglie era Thor a distruggere le armate nemiche mentre Odino presiedeva alla logistica e decideva chi era pronto per accedere al Walhalla (di cui parleremo in seguito). Odino ebbe numerosi altri figli, era rispettato e onorato da tutti, tranne da Loki, dio della malvagita’ e dell'inganno. Loki aveva sposato una gigantessa, razza in continuo contrasto e lotta con le divinita’ di Asgard, generando tre figli, un lupo, un serpente e la morte. Il serpente fu gettato nei mari glaciali, il lupo fu legato per sempre ad una roccia, la morte (dea chiamata Hel) fu relegata all'inferno a cui diede il suo nome. Odino e la sua numerosa famiglia vivevano in una terra chiamata appunto Asgard, costruita come una fortezza contro i Giganti. Tre palazzi erano costruiti al suo interno: il Walhalla (o Valhalla), il Gladsheim e il Walaskialf. Nel Walhalla erano premiati coloro che cadevano con coraggio in battaglia. Accompagnati in questa dimora dalla Walchirie, donne guerriere, erano destinati ad una vita di continue lotte gli uni con gli altri, morendo e rinascendo continuamente recandosi di tanto in tanto alla tavola di Odino per mangiare un enorme cinghiale bevendo birra e latte di capra. Da qui numerose leggende si raccontano, le distinzioni tra Vani ed Asi (dei antichi e dei nuovi), alcune tediose altre fantastiche che, se volete, un giorno prendero’ il tempo per raccontare. Per giungere a qualcosa di significativo, vi narrero’ del Ragnarok, visto che e' questo il nostro principale obiettivo. La fine del mondo e la guerra contro il maleUn giorno, quando nessuno lo sa, verra’ la fine del mondo e si compira’ il destino degli dei. Questo sarà il Ragnarok, il giorno in cui un lupo ingoiera’ il sole, un altro la luna. Hel invadera’ la terra mentre il paese del fuoco e della luce, Muspellheim, inondera’ Midgard. Tutti saranno impegnati in battaglia, da una parte Loki con le sue armate, i Giganti del Gelo e le vili armate di Hel. Gli dei del bene in quel momento saranno ancora radunati a cosiglio. Odino chiedera’ consiglio a Mimir, Gigante-consigliere, gli Asi indosseranno le armature forgiate in millenni di attesa, gli spiriti dei caduti in battaglia, Einherjar, usciranno dal Walhalla polverizzando l'enorme cancello Valgrind con la loro furia, solcando con la loro possenza il sentiero della gloria, Godvegr. La battaglia sara’ terrificante e in essa troveranno la morte Odino, combattendo ferocemente contro il lupo Fenrir primo figlio di Loki (sconfiggendolo), e Thor, ucciso con l'inganno dal veleno del serpente, secondo figlio di Loki.
Ma alla fine i giusti e i coraggiosi distruggeranno il male dando inizio ad una nuova era di prosperita’, ricacciando per sempre il male in Hel, sigillandolo con Mjollnir, magico martello donato a Thor da suo padre, Odino, unico legame tra il passato e il futuro, governandolo con saggezza impugnando il martello in segno di giustizia. Infine posso dire che anche qui le mitologie iniziano a differire. Pare che in realta’ Odino non morì ma entro’ in uno stato di torpore magico da cui si desterà solo grazie al ritorno di Thor, anch'egli scomparso nella battaglia.
C'e’ chi giura di averlo visto guarire in tempo per gettarsi in Hel al fine di tenere il male rinchiuso mentre i cancelli venivano saldati e combattere da solo contro gli abitanti del regno della morte per l'eternita’..... ma questa e’ un'altra storia…..
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